Rocca Paolina

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Rocca Paolina

Ciao a tutti! Oggi vi diamo qualche informazione sull’affascinante Rocca Paolina

Se per raggiungere il centro storico di Perugia si utilizzano le scale mobili che partono da Piazza dei Partigiani, non si potrà fare a meno di entrare all’interno di questo luogo così suggestivo.

Si tratta dei resti della maestosa fortezza costruita tra il 1540 e il 1543 da Antonio da Sangallo il Giovane e voluta da Papa Paolo III come severo monito agli abitanti, la cui indole ribelle e battagliera aveva provocato non pochi grattacapi al Pontefice.

Perugia infatti era parte dello Stato della Chiesa e i perugini, per quanto poco inclini alla sottomissione, erano a tutti gli effetti sudditi del Papa, guida spirituale e monarca assoluto.

Nei decenni successivi al 1860, con la costituzione del Regno d’Italia, la fortezza venne quasi interamente distrutta e le sue vestigia, oggi perfettamente conservate e restaurate, sono visitabili ogni giorno dell’anno. Periodicamente, all’interno delle mura, vengono inoltre ospitate mostre e fiere.

Camminare all’interno della Rocca è come entrare in una macchina del tempo: affacciandosi dalle feritoie della “sala cannoniera”  ci si aspetta da un momento all’altro di veder comparire l’esercito nemico pronto ad assediare la città.

Oggi, all’interno della Rocca Paolina, vengono organizzate mostre, eventi, mercatini e tantissime manifestazioni culturali. Ad esempio, uno dei più famosi è il mercatino di Natale che tutti gli anni attrae tantissimi visitatori.

Vi auguriamo una buona passeggiata!

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Todi

Todi sorge su un colle sulla riva sinistra del Tevere a 400 metri di altitudine.
L’origine della città si attribuisce agli Umbri, secondo la leggenda infatti la città doveva essere costruita ai piedi del colle, ma un giorno un’aquila passò e prese con gli artigli la tovaglia su cui i fondatori stavano facendo colazione e la lasciò cadere sul punto più alto del colle, questo fu interpretato come un segno divino e la città fu costruita in cima al colle.

Todi

Todi

L’aquila è diventata il simbolo della città, ed è rappresentata in diversi monumenti, dal Tempio di Santa Maria della consolazione fuori dalle mura cittadine, a Piazza del Popolo sulla facciata di Palazzo dei Priori, sopra la scalinata che porta ai Palazzi Comunali, sullo stemma del re d’Italia Vittorio Emanuele II, sopra la porta della Sala delle Pietre e all’interno della Sala del Consiglio del Palazzo del Capitano.

La città si sviluppò tra il IV e V secolo a.C. con forti influenze Etrusche, fu poi conquistata dai Romani, la città vide la nascita dell’anfiteatro, delle terme, dei templi di Giove, Giunone, Marte e Minerva.

Nel 1236 nasce Jacopo dei Benedetti, che sarà conosciuto poi come Jacopone da Todi, una figura della tradizione francescana, nonché uno dei primi poeti dialettali d’Italia.

Piazza del Popolo è la storica piazza cittadina medievale, fulcro della città, che ospita Il Duomo dell’Annunziata con la caratteristica facciata romanica, Palazzo dei Priori posto al alto opposto del Duomo, Palazzo del Capitano che ospita il Museo civico di Todi e palazzo del Popolo, storica sede del comune. Accanto alla piazza una terrazza naturale che apre gli occhi ai monti Martani.

All’esterno delle mura invece la bramantesca Chiesa della Consolazione, simbolo dell’architettura rinascimentale che si contrappone a quella medievale all’interno delle mura.

Una città armoniosa, che vanta sia le verdi campagne sia le antiche mura, una città antica ma moderna, sede di numerosi festival ed eventi.

Il prossimo evento dal 25 al 28 settembre il TODI APPY DAYS, il primo evento al mondo dedicato al mondo delle applicazioni, un appuntamento importante per gli appassionati ma anche per i semplici curiosi!

http://www.appydays.it/

 

Venite a Perugia, tante offerte riservate per tutte le occasioni!

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Parco del Monte Cucco

Buongiorno sportivi!
Oggi parliamo del PARCO DEL MONTE CUCCO…

Il monte si trova al confine con le Marche a 1566 metri slm.
L’area nord est della nostra regione ospita questo grande parco incontaminato, gli amatori apprezzeranno soprattutto le grotte, di ogni dimensione e in grandi quantità!

Il parco si estende per una superficie di più di 10.000 ettari e comprende i comuni di Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia-Pascelupo e Sigillo, l’area è anche ricca di reperti archeologici di epoca Romana, di acque sotterranee e fonti minerali.

Trekking, Cicloturismo, Moutainbike, Ippoturismo e pesca sportiva sono le attività proposte nel parco, quella che oggi vogliamo presentarvi è il percorso trekking:

DALL’EREMO DI MONTE CUCCO A PIAN DELLE MACINARE

  • Lunghezza: 10 km
  • Dislivello max: 700m
  • Tempo percorrenza: 4,5 ore solo andata in salita, 3 ore ritorno in discesa
  • Difficoltà: Medio/Alta
  • Presenza acqua: si
    Parco del Monte Cucco

Il punto di partenza è la località Casa il Sasso, che si raggiunge passando per la Gola del Corno, suggestiva, fermatevi qualche minuto! La strada per l’Eremo di San Girolamo è in salita, si inizia su una strada carrozzabile, si prosegue per un’ora e si arriva all’Eremo, una costruzione che si erge su uno sperone che sovrasta la valle  del Rio Freddo.

Ora, una piccola considerazione da parte nostra, quel luogo è stato negli anni d’ispirazione alla meditazione e contemplazione solitaria, e questo non può essere un caso! E’ una meraviglia!

Dopo la sosta si ricomincia a salire, i tornanti rendono più facile il dislivello, arrivati a quota 925 metri il percorso si appiana per circa un km e dopo un’altra piccola salita, arriviamo in cima! Il panorama, la suggestione delle grotte, Pian delle Macinare si apre, ampi piani fioriti, fonti di acqua per refrigerarsi .. e tutto il tempo che volete per riposarvi! In senso inverso il ritorno, molto più semplice, in discesa! Sembra facile scriverlo vero??

Per i pisoli e dotti della situazione che vorranno concedersi qualche ora di svago dal trekking, un Museo storico naturalistico, il laboratorio di Scienze della Terra e il Museo delle Grotte e dell’ambiente carsico del parco. Il museo-laboratorio è, nel suo genere, unico. Viene mostrato cosa succede alle masse calcaree del Monte Cucco e dell’Appennino Umbro-Marchigiano, il sistema di drenaggio dei fiumi sotterranei, in parole semplici… ci spiegano come fa l’acqua che beviamo ad arrivare nella nostra tavola! Il museo ospita anche riproduzioni reali della fauna del parco!

E dopo una giornata così intensa vi coccoliamo noi!! All’Hotel Giò! Magari con una cenetta tipica, o con un bel massaggio dalla poltrona delle nostre camere Jazz!

 

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Buona giornata, venite a trovarci presto!

 

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Parco Fluviale del Nera

Amanti del trekking!
In alcuni precedenti posto abbiamo già parlato dei parchi montani Umbri e vi abbiamo suggerito i percorsi che amiamo di più, oggi iniziamo con i percorsi fluviali!
IL PARCO FLUVIALE DEL NERA, ne fanno parte i fiumi Nera e Velino, il lago di Piediluco e la Cascata delle Marmore, sono circa 18 km di fiume, è il parco delle acque Umbro!
Cascate delle Marmore

La Cascata della Marmore, la più grande per portata d’acqua in Italia, è formata dal fiume Velino che precipita nel letto del Nera. Ed è proprio questo il percorso che vogliamo mostrarvi! Gli angoli nascosti della cascata, e in particolare L’ANELLO DEL MONTE PENNAROSSA:

  • Lunghezza: 5 km
  • Dislivello max: 279 m
  • Tempo percorrenza: 2 ore
  • Difficoltà: Facile
  • Presenza acqua: si

Pronti per un’altra avventura? Il punto di partenza è Piazzale Vasi dalle Cascate delle Marmore, da lì il sentiero sale al belvedere “Giuseppe Federico Gmelin”, da qui, come dice la parola stessa, il panorama è unico! Continuiamo il nostro sentiero fino ad arrivare alle pendici del Monte Pennarossa. Il sentiero aggira il monte ad anello (da qui il nome del percorso!) fino alla cittadina di San Liberatore, da qui possiamo addentrarci nel parco della batteria, così chiamato perché nella seconda Guerra Mondiale in questo parco c’era una batteria antiaerea che doveva servire a proteggere la città dagli attacchi aerei..

Ma torniamo a noi, da Pennarossa si scende a Colle Raso dove si può estendere per Collestatte per visitare il castello medievale.

Il percorso ad Anello è terminato, ovviamente, essendo ad anello,  si può partire anche da San Liberatore o da Collestatte. Il paesaggio che si incontra in queste due ore, è imperdibile, a volte è visibile l’arcobaleno, la ciliegina sulla torta!

L’Umbria è una regione piena di bellezze, venite a trovarci! Venite all’ Hotel Giò a rilassarvi, tra un bicchiere di vino e musica Jazz!

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Perugia By Night

Salve a tutti!

Torniamo a parlare della nostra splendida città…

Perugia non è solo arte e cioccolata ma è anche una città piena di movimento e movida serale…
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Dal calar del sole fino alle prime luci dell’alba la città offre tantissimi locali nel quale trascorrere una serata piacevole con gli amici sorseggiando un cocktail e osservando il panorama perugino dall’alto dell’acropoli, come il bellissimo locale “L’’Usignolo” sito nella zona di Porta Sole, la parte più alta della città da dove si gode di una vista a 360 gradi su Perugia.

L’Usignolo è un bellissimo bar estivo immerso nel verde del giardino di uno dei più antichi palazzi di Perugia “Palazzo Rossi Scotti”.

Le serate dal vivo, l’atmosfera calda e coinvolgente rendono questo luogo unico e affascinante, assolutamente un locale dove fermarsi per un aperitivo mentre si è in città.

Un altro locale dell’acropoli che padroneggia la valle dall’alto è “ La Terrazza” che, come dice il nome, è una terrazza sopra al famoso “Mercato Coperto” di Perugia.
Un locale dal quale è possibile ammirare il panorama e fare quattro chiacchiere con gli amici…

Vi lasciamo con queste informazioni e vi aspettiamo per darvi ancora più consigli direttamente!

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Sagra della Cipolla di Cannara

Immaginereste mai che un evento così famoso in Umbria sia frutto di una semplice idea della parrucchiera del paese? Ebbene si!
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Una brillante signora infatti, circa 30 anni fa, parlava spesso alle clienti del suo negozio di un’idea che aveva avuto per ravvivare un po’ la vita di Cannara, paese umbro di poco più di 4.000 abitanti. Spargendo la voce riuscì ad ottenere i consensi di molti compaesani ed ottenne il permesso di pubblicizzare il progetto. Inizialmente tutto si svolgeva all’aperto, con le pietanze cucinate in strada o in alcune abitazioni, alla buona insomma.
Negli anni successivi raccolse sempre più consensi e sorsero i primi stand….
Per chi ama la cipolla è una libidine perché la maggior parte dei piatti sono a base di questo semplice prodotto della terra!!! Per fare qualche esempio: schiacciata con cipolla, zuppa di cipolle, salsiccia al sugo con cipolle, cipolle fritte, in agrodolce ed arrosto, parmigiana di cipolle, perfino i dolci sono con crema pasticcera e cipolla!
La manifestazione è l’ideale per fare anche una passeggiata in un paese che è tutto in festa: bancarelle con i più svariati prodotti in vendita, cartomanti per la strada, le botteghe con cipolle appese pronte per la vendita e prodotti tipici. Vengono organizzati concerti ed esibizioni in piazza ogni sera.

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Civitella Ranieri

A pochi passi da Umbertide, in posizione dominante, si può ammirare il maestoso castello di Civitella Ranieri. È uno dei luoghi più suggestivi e maestosi dell’Umbria, costruito sopra un colle nei pressi della strada Gubbio – Umbertide in posizione strategica per la vicinanza con Perugia, Gubbio e Città di Castello.

Civitella Ranieri è una contea appartenente ai nobili Signori Ranieri, ed è circondata da un bosco secolare che conferisce alla fortezza un fascino magico. È costituito da torri rotonde, a scarpata, con archi aggettanti che si ripetono sulla facciata, tutta percorsa da beccatelli, nel cui interno si trovano le finestre; è tutto recinto da mura che permettono l’accesso interno attraverso due porte una a sud ed una a nord. Questa è la più antica con resti di un ponte levatoio. L’ attuale castello sorge nel luogo di un primitivo insediamento militare, vicino alle abbazie di Camporeggiano e San Salvatore, la cui costruzione venne iniziata nel 1078 ad opera di Raniero, fratello del duca Guglielmo di Monferrato. L’opera venne portata a termine dal figlio Uberto che fece costruire una “cittadella”. Di qui l’origine del nome “Civitella”. Nel 1900 circa, il Castello fu ereditato dal figlio di Emanuele Ranieri di Sorbello, uomo di profonda religiosità e insigne studioso, il quale riordinò la biblioteca e l’archivio di famiglia. Dal matrimonio con Beatrice di Carpegna non ebbe eredi, per cui adottò il nipote Lodovico (1911 – 67). Nell’agosto del 1950 arrivò dagli Stati Uniti una cugina di Lodovica, Ursula Corning, una delle prime sciatrici, la quale, incantata dalla località, cominciò a frequentare regolarmente il castello ospitandovi amici e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Nel 1992 nacque il Civitella Ranieri Center, quale punto d’incontro per giovani interessati all’arte, alla musica, alla letteratura e alla poesia, finanziato da una fondazione americana.
Civitella Ranieri

L’angolo del “Buongustaio”

 

Per la pausa pranzo consigliamo la Locanda di Nonna Gelsa che si trova in loc. Niccone, a pochi chilometri di distanza. Si possono degustare ricette tipiche della tradizione umbra con ottimo rapporto qualità/prezzo. Da provare gli strangozzi al tartufo e i ravioli con ripieno di scamorza e melanzana.

Buona giornata e buon appetito!

 

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La Torta al Testo

Amiche ed amici… largo al gusto!!!

Torta al Testo

Torta al Testo

Se siete in Umbria non potete non gustare questo prodotto alimentare tipico della nostra gastronomia: la torta al testo.

Conosciuta come crescia nell’eugubino e ciaccia nella Valtiberina è un composto di acqua, farina, lievito e sale, dalle origini antichissime, nato come alternativa non lievitata al pane naturale e preparato in occasione dei grandi lavori nei campi (mietitura, vendemmia, uccisione del maiale), quando necessitava saziare appetiti robusti e risparmiare sulla sussistenza.

Solo alcune nostre care nonne, la arricchivano con il formaggio, grattugiato o a piccoli pezzetti, ed oggi solo pochi lavorano la pasta con questo gustoso particolare, che insaporendo la torta, dà un tocco di delizia alle nostre papille gustative.

Non è difficile trovare chi, servendosi del “testo”, il piano circolare in ghisa dove viene cotta, posta direttamente vicino al fuoco, ci propone la torta al testo. Oltre alle piccole botteghe ancora presenti nel territorio, sagre paesane, soprattutto in estate, propongono la torta al testo nella sua versione più classica: con il prosciutto (rigorosamente nostrano, saporito), con salsicce ed erba cotta, rucola e stracchino. Ma innumerevoli sono le modalità per mangiarla! Accompagna benissimo uno spezzatino di carne ad esempio; farci la “scarpetta” è una prelibatezza che non possiamo certo permetterci tutti i giorni ma… una volta ogni tanto!

Si accompagna inoltre con dell’ottimo vino rosso e dunque… largo alla tradizione e… Salute!!!

 

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La Sagra del Crostone e del Gallo

La sagra del Crostone è una delle sagre più conosciute in Umbria.

Si svolge a cavallo tra l’ultima settimana di Luglio e la prima settimana di Agosto nella piccola frazione di  Strozzacapponi, a pochi chilometri dal centro della città.

Il CROSTONE, protagonista della sagra, è un piatto tipico della zona, preparato con una ricetta  tutt’ora segreta; solo due o tre persone la conoscono e , anche se molti dei circa 25 ingredienti sono intuibili mangiandolo,  è la preparazione a fare la differenza.

Ogni sera ci sono serate danzanti, con musica popolare, ma anche spettacoli di pattinaggio, ginnastica artistica, spettacoli di cabaret e di magia e concerti per i ragazzi; gli scorsi anni sono stati ospiti della sagra artisti come J-Ax e Fedez.

La corsa del Gallo, a chiusura  della sagra, è l’evento folkloristico e agonistico che coinvolge i tre rioni di Strozzacapponi: Fosso, dai colori bianco-rossi, Belvedere, giallo-blu e Torre, verde-rosso.

Inizialmente i tre rioni si presentano al pubblico sfilando in piattaforma e cercando di intrattenere il pubblico con simpatici sketch. Poi avviene la scelta del gallo, scelta che può rilevarsi decisiva nel prosieguo della gara, e si sceglie la posizione di partenza. Sarà la sorte a decidere chi per primo sceglie gallo e posizione.

Le tre fazioni compiono quindi tre giri di un percorso di poco meno di quattrocento metri che si snoda nel cuore della sagra, portando il gallo sulle spalle con una sorta di “trasportino” .

Chi vince  si aggiudica il prestigioso gallo d’oro.

E per il gran finale, FUOCHI D’ARTIFICIO!!

 

Quindi, se vi doveste trovare a Perugia in questo periodo, vi consigliamo di passare almeno una serata in  questa particolare sagra paesana!

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Castiglione del Lago

 

Castiglione del Lago

Castiglione del Lago

 

Castiglione del Lago è uno de “I Borghi più Belli d’Italia”.

Il centro storico di Castiglione del Lago è tutto compreso dentro le mura medievali. Tre sono le porte di accesso al paese, tre le strade principali e tre le piazze. Il percorso Monumentale quindi si snoda tra il Palazzo della Corgna e Fortezza.

All’interno del paese si trova la seicentesca Chiesa di San Domenico, mentre la parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena è del tardo 800, e conserva pregevoli tavole della precedente chiesa romanica. Nella piazza principale invece si affaccia l’antico Palazzo del Popolo con la torretta e la campana di avvistamento. Da non perdere, lungo il Poggio olivato sotto delle mura esterne, il piacevole percorso panoramico.

 Per i più sportivi, Castiglione del Lago inoltre offre la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici, come vela ,windsurf, sci d’acqua, canottaggio, nuoto e balneazione oltre al trekking  e la mountan-bike lungo la pista ciclabile che costeggia il lago, lontano dai rumori e dall’asfalto.

La cucina è quella tipica del Lago, arricchita dai piatti della vicina Toscana ma il vero prodotto tipico che trova intorno al Trasimeno il suo terreno ideale è La Fagiolina del lago: un fagiolo di piccole dimensioni con una buccia così sottile che quasi non si vede, di sapore delicato e facilmente digeribile. La coltivazione della fagiolina è stata recuperata grazie a un gruppo di agricoltori riuniti in un consorzio e oggi  è presidio Slow Food.

Anche il pesce d’acqua dolce è padrone nella cucina locale, in particolare la “regina in porchetta”, cioè una carpa di grandi dimensioni cotta al forno, insaporita con finocchio, aglio, pepe e sale e servita con l’ottimo vino rosso dei Colli del Trasimeno.Tra i primi, i “pici co’ la nana”, una pasta fatta in casa con acqua e farina e condita con sugo di anatra e parmigiano.

 

 

 

 

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